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Scommesse illegali e riciclaggio: il caso Milano evidenzia le vulnerabilità del calcio professionistico e di comparti ad alto rischio come il Luxury

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Antiriciclaggio e ComplianceNews

Scommesse illegali e riciclaggio: il caso Milano evidenzia le vulnerabilità del calcio professionistico e di comparti ad alto rischio come il Luxury

A cura di Sergio Silvestri

La recente operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Milano e dalla Procura della Repubblica ha scoperchiato un sistema criminale che intreccia scommesse illegali, riciclaggio di denaro e uso di prestanome. Il sequestro preventivo, per un valore complessivo di 1.533.753 euro, ha coinvolto cinque persone fisiche e una persona giuridica, con contestuali provvedimenti di arresti domiciliari per i principali indagati.

L’inchiesta ha portato alla luce il coinvolgimento di diversi calciatori di Serie A in attività di scommesse illegali, principalmente su piattaforme non autorizzate e in giochi come il poker online.

Le indagini hanno rivelato l’esistenza di una rete strutturata che operava nel territorio milanese, basata su:

  • Finte vendite di beni di lusso (orologi e gioielli mai consegnati) attraverso una gioielleria, usata per mascherare i pagamenti dei debiti di gioco con causali fittizie.
  • Utilizzo sistematico di prestanome per movimentare denaro tramite carte PostePay, conti Revolut e bonifici bancari, per oltre 300.000 euro, più ulteriori 400.000 euro in contanti.
  • Promozione delle piattaforme illegali da parte degli stessi scommettitori, incentivati con bonus e riduzioni del debito.

Le indagini hanno rivelato che alcuni di questi atleti avrebbero utilizzato una gioielleria milanese per saldare i debiti di gioco, simulando l’acquisto di beni di lusso mai consegnati. Inoltre, è emerso che alcuni calciatori avrebbero promosso le piattaforme illegali tra i colleghi, incentivati da bonus o riduzioni del debito.

Il quadro che emerge è quello di un ecosistema opaco che, pur partendo dallo sport e dalle scommesse, si estende a circuiti di pagamento e intermediari economici difficilmente tracciabili. Un modello tipico del riciclaggio, che sfrutta lacune normative e debolezze nei controlli.

La VI Direttiva Antiriciclaggio: un passaggio cruciale

In questo contesto, la VI Direttiva Antiriciclaggio dell’Unione Europea (2023/2024) rappresenta un passaggio cruciale, ampliando in modo significativo l’elenco dei soggetti obbligati al rispetto degli obblighi AML (Anti-Money Laundering).

Tra le novità più rilevanti, l’introduzione di nuovi soggetti obbligati, tra cui:

  • Club calcistici professionistici e procuratori sportivi
  • Gioiellerie e operatori del lusso, con soglie differenziate:
  • Preziosi e orologi: operazioni superiori a 10.000 euro
  • Auto di lusso: operazioni superiori a 250.000 euro
  • Yacht e jet privati: valore unitario superiore a 7,5 milioni di euro
  • Opere d’arte: transazioni e intermediazioni superiori a 10.000 euro
  • Fornitori di servizi di cripto-attività

Inoltre, viene rafforzata la responsabilità penale delle imprese ed è stato introdotto un limite uniforme UE di 10.000 euro per i pagamenti in contanti, proprio per contrastare pratiche elusive come quelle emerse nel caso di Milano.

La direttiva sottolinea anche l’importanza di misure rafforzate di adeguata verifica (KYC) e due diligence nei confronti dei clienti a rischio elevato.

Formazione come strumento di prevenzione

Di fronte a uno scenario così articolato, la formazione specializzata è una leva fondamentale per prevenire e contrastare fenomeni di riciclaggio e finanziamento illecito.

La European School of Banking Management, con la Scuola Italiana Antiriciclaggio & Compliance, propone l’International Executive Master AML/CFT Diploma: il percorso formativo più avanzato a livello internazionale in ambito antiriciclaggio, che prevede il conseguimento delle due certificazioni più prestigiose del settore: AMLACERT® e CAMS®.

Il Master:

  • Fornisce una preparazione avanzata e aggiornata sulla normativa AML/CFT, con focus su soggetti obbligati, red flags, KYC, segnalazioni di operazioni sospette e tecniche di monitoraggio.
  • È strutturato per formare professionisti capaci di operare sia nel settore bancario e assicurativo che in settori non bancari, come sport, lusso, real estate e cripto-asset.
  • Permette di conseguire le certificazioni AMLACERT® e CAMS®, riconosciute a livello internazionale.

Conclusione

Il caso di Milano è solo uno dei tanti segnali che dimostrano come il rischio AML si sia ormai esteso ben oltre il settore bancario e assicurativo, infiltrandosi in mondi come il calcio, il lusso e i circuiti di pagamento alternativi. La VI Direttiva AML rappresenta una risposta normativa forte e necessaria. Ma da sola non basta.

La prima vera linea di difesa è rappresentata da professionisti competenti e adeguatamente formati, in grado di riconoscere i segnali, leggere le anomalie e intervenire tempestivamente.

È nella loro preparazione – nella capacità di applicare concretamente KYC, due diligence e SOS – che si gioca oggi la partita più importante contro il riciclaggio.

E solo una formazione di alto livello può trasformare questa barriera in uno strumento davvero efficace.

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