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Rivoluzione nel Poker Online: nuovi Scenari per Concessioni e Opportunità Internazionali

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Rivoluzione nel Poker Online: nuovi Scenari per Concessioni e Opportunità Internazionali

A cura di Joseph Malvisini

Il settore del poker online è in procinto di vivere una metamorfosi, con il comparto dei giochi d’azzardo che si prepara a una ristrutturazione in attesa del nuovo bando di gara per l’assegnazione delle concessioni, dopo un lungo periodo di stallo. Questo cambiamento sta acquistando importanza a fronte dei potenziali introiti per l’erario, rafforzando la visione dello Stato che considera l’industria sia come una “gallina dalle uova d’oro” che come un settore a rischio che richiede un dialogo attento.

Riemerge l’argomento della liquidità internazionale, che potrebbe aprire i tornei di poker anche ai giocatori esteri. Secondo un articolo di Agimeg, in gioco ci sono cifre considerevoli, con lo Stato che potrebbe incassare circa 30 milioni di euro, derivanti da un’imposizione fiscale attuale del 25% su un giro d’affari potenziale di circa 300 milioni di euro.

Questa prospettiva sembra soddisfare tutte le parti coinvolte: l’erario, gli operatori che potrebbero allargare la loro base di utenti permettendo ai giocatori italiani di partecipare a tornei internazionali e i casinò nell’organizzare grandi eventi, tutto ciò senza costi aggiuntivi per i giocatori.

Il rispetto delle normative nazionali garantisce la protezione dei giocatori, consentendo loro di operare solo attraverso concessionari autorizzati dall’ADM e seguendo le linee guida del gioco responsabile. Tale modello è stato già testato da Spagna, Portogallo e Francia a partire dal 2018, secondo Agimeg. L’ampliamento del bacino di utenza permetterebbe di giocare per tempi prolungati con minimi costi di ingresso, senza spese aggiuntive.

Sorgono però preoccupazioni rilevanti per chi si occupa di prevenzione nel settore. La gestione dei flussi finanziari e il trasferimento di denaro, specialmente in relazione a giocatori di paesi a rischio o russi, potrebbe creare conflitti con le attuali sanzioni internazionali, una possibilità non prevista nella legislazione del gioco.

Inoltre, benché l’ampliamento dei giocatori miri a migliorare la prevenzione di partite truccate, sembra che si sottovaluti la difficoltà di gestire indicatori di rischio associati al networking internazionale. In caso di adozione di tali misure, sarà cruciale il ruolo dei gestori delle piattaforme di gioco nei tornei di poker, essendo gli unici, allo stato attuale, capaci di gestire e comprendere l’operatività interconnessa fra i diversi partecipanti.

Come si può vedere, i vantaggi sono numerosi, ma non esenti da sfide.

Poker online: i nuovi scenari.

Il comparto gioco è di nuovo al centro delle ipotesi di riorganizzazione, prossimo al nuovo bando di gara per l’ottenimento delle nuove Concessioni dopo anni di stallo.

Improvvisamente il tema assume rilevanza in ottica di nuovi potenziali incassi da parte dell’Erario che fa sì che lo Stato continui a vedere il settore come “mucca grassa” da mungere e contemporaneamente soggetto con il quale interloquire con le dovute attenzioni in quanto settore sempre a “rischio”.

Di nuovo riemerge un tema quella della liquidità internazionale con possibilità di apertura dei tornei di poker anche a giocatori stranieri.

Certo, citando come fonte un articolo di Agimeg, il bottino è certamente grande, circa 30 milioni di euro di nuovo gettito per le casse dello Stato, secondo una logica di imposizione fiscale ad oggi al 25% e che andrebbe a coinvolgere una movimentazione di circa 300 milioni di euro potenziali.

Una prospettiva che sembrerebbe far contenti tutti. Erario, come detto, operatori che estenderebbero il loro bacino di utenza, andando anche a permettere ai giocatori italiani di partecipare a tornei internazionali ed i casinò nel poter organizzare grandi eventi. Il tutto senza costi aggiuntivi per i giocatori.

La possibilità di giocare nel rispetto delle normative nazionali di riferimento consentirebbe ai nostri giocatori di rimanere tutelati rispetto alla possibilità di operare solo mediante concessionari autorizzati da ADM e nel rispetto delle logiche di tutela del gioco responsabile.

Esperienza già sperimentata, sempre citato la fonte Agimeg, da Spagna e Portogallo fin dal 2018 o la Francia sempre a partire dal medesimo anno. L’estensione della platea consentirebbe ai giocatori, con minimi valori di ingresso, di poter giocare anche per giorni, senza costi aggiuntivi.

Nascono però per chi opera nel settore di prevenzione alcuni aspetti di rilievo.

La gestione dei flussi finanziari con il passaggio di denaro, come verrebbe gestita nel caso di operatività con giocatori residenti in Paesi a rischio? Ed in caso di operatività con giocatori Russi, vi sarebbe una conflittualità rispetto ad ipotesi di sanzioni internazionali secondo le attuali logiche di scambio, non essendo prevista questa possibilità con il gioco?

Se ipoteticamente, come rappresentato nel citato articolo l’estensione della platea dovrebbe garantire una maggior prevenzione rispetto a fenomeni di combine, nella realtà dei fatti, si sta sottovalutando la difficoltà di dover gestire indicatori di rischio che inevitabilmente dovranno prendere in considerazione gli aspetti connessi a networking internazionali. Motivo per il quale in caso di adozione del provvedimento, importante sarà poi il ruolo dei gestori della piattaforma di gioco dei tornei di poker, l’unica a poter, allo stato attuale, gestire e comprendere l’operatività interconnessa tra i diversi partecipanti di un torneo.

Quindi come possiamo vedere, tanti, molti vantaggi, ma non per tutti.

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