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L’impatto delle più importanti Certificazioni Internazionali AMLACERT e CAMS nella Governance Corporativa e nella Responsabilità Amministrativa dei Soggetti Obbligati AML

Articolo - AMLACERT CAMS 01
Antiriciclaggio e ComplianceESBNews

L’impatto delle più importanti Certificazioni Internazionali AMLACERT e CAMS nella Governance Corporativa e nella Responsabilità Amministrativa dei Soggetti Obbligati AML

A cura di Sergio Silvestri

In un contesto finanziario globalizzato e sempre più regolamentato, la certificazione delle competenze del responsabile antiriciclaggio (AML) gioca un ruolo cruciale nella governance aziendale. In questo articolo, esploriamo come tali competenze influenzano le responsabilità penali del Consiglio di Amministrazione (CDA) alla luce del Decreto Legislativo n. 231 del 2001 in Italia e di altre normative internazionali pertinenti. Dopo la mia analisi iniziale seguono i pareri di esperti del settore, membri della faculty della scuola.

Contesto Normativo Esteso:
Il Decreto Legislativo 231/2001, integrato dalle normative successive, stabilisce una responsabilità amministrativa per le persone giuridiche in caso di reati economici, come il riciclaggio di denaro, perpetrati da dipendenti o rappresentanti che agiscono nell’interesse dell’ente. Le direttive dell’Unione Europea in materia di antiriciclaggio, come la Quinta e la Sesta Direttiva Antiriciclaggio (Direttiva (UE) 2018/843), estendono ulteriormente questi concetti, imponendo requisiti di trasparenza e di diligenza dovuta a livello comunitario. Queste direttive obbligano gli stati membri a garantire che i soggetti obbligati adottino procedure adeguate per la prevenzione e la gestione dei rischi di riciclaggio. In particolare, il D.Lgs 231/2007, che recepisce le Direttive Europee sulla lotta all’antiriciclaggio, introduce obblighi formativi specifici per i soggetti obbligati. L’art. 16 di questo decreto sottolinea l’importanza della formazione continua, prescrivendo che i soggetti obbligati implementino programmi di formazione permanente per garantire la corretta applicazione delle norme antiriciclaggio e la capacità di riconoscere operazioni sospette.

Il terzo comma, così recita: “..I soggetti obbligati adottano misure proporzionate ai propri rischi, alla propria natura e alle proprie dimensioni, idonee a rendere note al proprio personale gli obblighi cui sono tenuti ai sensi del presente decreto, ivi compresi quelli in materia di protezione dei dati personali. A tal fine, i soggetti obbligati garantiscono lo svolgimento di programmi permanenti di formazione, finalizzati alla corretta applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto, al riconoscimento di operazioni connesse al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo e all’adozione dei comportamenti e delle procedure da adottare…”.

La Sesta Direttiva Antiriciclaggio (Direttiva (UE) 2018/1673), mira a rafforzare ulteriormente il quadro giuridico per la prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Questa Direttiva estende la definizione dei reati di riciclaggio di denaro e introduce requisiti più stringenti per la responsabilità penale delle persone giuridiche. Inoltre, la Direttiva enfatizza la necessità di sistemi e controlli interni efficaci nelle organizzazioni, nonché la collaborazione transfrontaliera tra le autorità di vigilanza. La conformità a queste direttive richiede una governance interna forte, evidenziata dalla presenza di responsabili AML qualificati, la cui formazione e certificazione sono cruciali per garantire l’efficacia dei modelli organizzativi adottati.

Con l’integrazione delle disposizioni della Sesta Direttiva Antiriciclaggio, la responsabilità delle organizzazioni si intensificherà, rendendo la presenza di un responsabile AML con competenze certificate non solo una misura di prudenza ma un requisito essenziale per la legittima operatività nel settore finanziario. Questo enfatizza l’importanza delle certificazioni internazionali AML, come l’AMLACERT e la CAMS, nel rafforzare la governance interna e mitigare i rischi legali.

Approfondimento sul FATF (Financial Action Task Force): Anche le raccomandazioni del FATF giocano un ruolo significativo, stabilendo standard internazionali che influenzano le legislazioni nazionali, inclusa quella italiana. Il FATF raccomanda che le istituzioni finanziarie implementino programmi di compliance AML/CTF (Anti-Money Laundering and Counter-Terrorism Financing) che includano formazione, sorveglianza e verifica delle politiche internamente adottate per combattere il riciclaggio di denaro. Queste raccomandazioni sottolineano l’importanza di avere responsabili AML qualificati e ben formati al fine di mantenere standard di conformità elevati.

Riflessioni sull’efficacia Organizzativa: Aggiungendo a quanto già discusso, la Norma ISO19600, che fornisce linee guida sul management della compliance, suggerisce l’adozione di un approccio sistematico e documentato alla gestione della conformità. Questa norma supporta l’idea che una struttura organizzativa ben definita e la chiara definizione delle responsabilità sono essenziali per un efficace regime di gestione del rischio AML.

Il Ruolo delle Certificazioni AMLACERT e CAMS: La figura del responsabile AML, quando supportato da certificazioni riconosciute a livello internazionale come l’AMLACERT (Anti-Money Laundering Advanced Certification) o la CAMS (Certified Anti-Money Laundering Specialist), assume un ruolo decisivo in questo contesto normativo. Queste certificazioni non solo confermano una profonda conoscenza delle migliori pratiche e delle normative nazionali e internazionali in materia di AML, ma assicurano anche che il responsabile possieda le competenze necessarie per implementare efficacemente queste pratiche all’interno dell’ente.

Formazione e Innovazione: La European School of Banking Management, leader europeo nella formazione AML, offre la possibilità di conseguire la Certificazione AMLACERT e la Certificazione CAMS (con esame in italiano) attraverso la frequenza del Master Anti-Money Laundering Diploma. Questo programma mira a fornire ai discenti una comprensione avanzata delle strategie di prevenzione del riciclaggio di denaro, preparandoli a gestire e a innovare i modelli di conformità AML nelle loro organizzazioni.

Conclusione: la sinergia tra il Decreto Legislativo 231/2001, le Direttive europee e le Raccomandazioni del FATF, insieme agli standard di gestione della compliance come definiti dalla ISO 19600, crea un quadro robusto per le organizzazioni.

La presenza di un responsabile AML con competenze certificate come quelle garantite da AMLACERT e CAMS, è un elemento chiave per dimostrare la proattività e la diligenza dell’ente nel prevenire il riciclaggio di denaro. Sebbene la certificazione in sé non esonera automaticamente il CDA da ogni possibile responsabilità penale individuale, è cruciale per valutare l’efficacia del modello organizzativo adottato. Se il modello è giudicato conforme e operante efficacemente, la responsabilità dell’ente può essere esclusa, offrendo una dimostrazione tangibile dell’impegno dell’ente nella lotta contro il riciclaggio di denaro, a condizione che il reato sia stato commesso eludendo fraudolentemente il modello organizzativo.

 

 L’Opinione degli Esperti

 

Dott.ssa Isabella Fontana
Dirigente/International relations at Ministry of Economy and Finance

Secondo la Dottoressa Fontana, da quando nel 2012, gli standard internazionali del FATF in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio, e quindi dei crimini finanziari in senso esteso ad includere le condotte di evasione fiscale, corruzione, cybercrime e finanziamento del terrorismo, sono diventati più stringenti, i percorsi di formazione dei soggetti obbligati sono diventati ineludibili.

Il nuovo concetto del risk-based approach, incorporato nella IV e V direttiva europea, impone agli intermediari, finanziari e non, un complesso di conoscenze ed esperienze superiore a quella di una semplice due-diligence. La mappatura dei rischi connessi a diversi target di clientela ed attività implica una formazione accurata, che sappia stare al passo con le nuove metodologie di analisi.

Le responsabilità dei soggetti obbligati, passando da un sistema rule-based ad un sistema di autovalutazione dei rischi AML, in un certo senso aumentano, perché hanno un ambito più flessibile di applicazione delle norme, non solo esecutivo. In questo nuovo sistema di prevenzione, che sarà ulteriormente rafforzato dalla prossima emanazione dell’AML Package nel 2024, la certificazione di competenze adeguate diventa un passo fondamentale di garanzia per la clientela  e per le autorità con le quali si è chiamati a collaborare.

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Dott. Emmanuele Di Fenza
Già Dirigente Anti Financial Crime e Risk Taker Intesa Sanpaolo

Riflettendo sulla questione, il Dott. Di Fenza evidenzia che il processo di formazione rappresenta un presidio sostanziale a tutela dell’impresa e dei suoi vertici laddove fondato su basi di comprovata e robusta efficacia. Molto spesso ho invece riscontrato progetti formativi stereotipati e ripetitivi, sia svolti da tool informatici, sia svolti con sessioni tradizionali, che nella sostanza risultano però utili prevalentemente nelle fasi iniziali di addestramento delle risorse.

Tali processi hanno infatti il solo fine di formare e rafforzare competenze normative (interne o esterne) che rappresentano solo un punto di partenza, per quanto scontato ed imprescindibile, nel sistema delle misure di controllo interno antiriciclaggio.

Uno strumento di formazione continua, con caratteristiche di adeguata robustezza, deve invece prevedere la capacità di sostenere il miglioramento delle criticità o delle carenze emerse nell’ambito dell’organizzazione dei presidi aziendali.

Per quanto ovvio la contestuale presenza di competenze certificate come quelle garantite da AMLACERT e CAMS completa il quadro aziendale, apportando imprescindibili indicatori di adeguatezza del livello di conoscenza perseguito dai responsabili e dagli addetti.

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Avv. Fabrizio Vedana
Amministratore Across Group. Family office, fiduciaria, trust.
Socio in realtà attive nel fintech e nella blockchain

L’Avvocato Vedana enfatizza che il profilo di competenza attualmente richiesto ai professionisti dell’antiriciclaggio si è notevolmente evoluto oltre la mera conoscenza normativa. Oggi, è indispensabile integrare competenze organizzative, tecnologiche e relative alla qualità dei dati. Criticamente, con l’introduzione del ruolo del consigliere delegato per l’antiriciclaggio, diventa essenziale che i responsabili siano dotati di solide capacità relazionali, per navigare efficacemente le dinamiche interne e migliorare l’efficacia delle strategie di compliance.

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 Avv. Fabio Carnevali
Dirigente Ministero dell’Economia e delle Finanze – Uffico IV – Servizio Affari Legali e Contenzioso

Con una prospettiva approfondita, l’Avv. Carnevali spiega che il ruolo di un’adeguata formazione del responsabile e degli addetti AML può essere rilevante nell’ambito dei modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire il reato di riciclaggio, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 8 giugno 231, n. 231: la responsabilità dell’ente è esclusa, se l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato detti modelli.

Ma il ruolo dell’adeguata ed efficace formazione del responsabile e degli addetti AML assume una particolare rilevanza anche nell’ambito della disciplina di settore, internazionale, eurounitaria ed interna.

In particolare, le direttive comunitarie AML, in un’ottica di approccio basato sul rischio, richiedono ai soggetti obbligati l’adozione di modelli organizzativi adeguati alla dimensione ed alla complessità dell’organizzazione, idonei a prevenire efficacemente il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Sul piano della normativa nazionale, il d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231 e successive integrazioni e modificazioni, di attuazione delle direttive UE AML, prevede una serie di disposizioni sull’implementazione di adeguate misure di mitigazione del rischio.

In particolare, ai sensi dell’articolo 16 (procedure di mitigazione del rischio), “i soggetti obbligati adottano i presidi e attuano i controlli e le procedure, adeguati alla propria natura e dimensione, necessari a mitigare e gestire i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo” tra i quali “l’introduzione di una funzione antiriciclaggio, ivi comprese, se adeguate rispetto alle dimensioni e alla natura dell’attività, la nomina di un responsabile della funzione antiriciclaggio e la previsione di una funzione di revisione indipendente per la verifica delle politiche, dei controlli e delle procedure”, nonché “lo svolgimento di programmi permanenti di formazione, finalizzati alla corretta applicazione delle disposizioni di cui al presente decreto, al riconoscimento di operazioni connesse al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo e all’adozione dei comportamenti e delle procedure da adottare.

Anche la Banca d’Italia, nelle “Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo” del 26 marzo 2019, prevede l’adozione di presidi organizzativi AML, tra i quali l’istituzione di un responsabile della funzione antiriciclaggio, nonché di un responsabile della segnalazione di operazioni sospette (che può anche coincidere con il responsabile antiriciclaggio), i quali devono “essere in possesso di adeguati requisiti di indipendenza, autorevolezza e professionalità”(Parte terza, Sezione I, par. 1.3).

Alla formazione del personale è dedicata la sezione V della Parte III, che, nell’ambito dell’assetto dei presidi antiriciclaggio, prevede la necessità di realizzare programmi di addestramento e di formazione del personale sugli obblighi previsti dalla normativa AML, con caratteri di continuo aggiornamento, continuità e sistematicità.

Coerentemente, l’apparato sanzionatorio, disciplinato dal d.lgs n. 231/2007, per la violazione della disciplina amministrativa AML, tiene conto dei presidi organizzativi adottati.

In particolare, nella valutazione della gravità delle violazioni commesse e dell’entità delle sanzioni da irrogare, occorre tener conto “dell’intensità e del grado dell’elemento soggettivo, anche avuto riguardo all’ascrivibilità, in tutto o in parte, della violazione alla carenza, all’incompletezza o alla non adeguata diffusione di prassi operative e procedure di controllo interno” (artt. 56, 57, 58, comma 2, lettera a), nonché dell’adozione “di adeguate procedure di valutazione e mitigazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, commisurate alla natura dell’attività svolta e alle dimensioni dei soggetti obbligati” (art. 67, comma 1, lettera g). 

In conclusione, la professionalità delle figure organizzative più rilevanti per la prevenzione del rischio di riciclaggio, unitamente all’esigenza di un’efficace formazione continua del personale più direttamente a contatto con la clientela e di quello addetto alla funzione antiriciclaggio, costituiscono un ineliminabile presidio a garanzia dell’adeguata organizzazione dei soggetti obbligati e possono incidere in maniera rilevante sulla valutazione in termini di gravità delle condotte poste in violazione della normativa AML.

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 Dott. Alberto Armani
Senior Director- Group Head of KYC-AML at Intesa Sanpaolo
AMLACERT – CAMS – ACAMS Italy Chapter Board Member

Con una carriera dedicata alla lotta contro i crimini finanziari, il Dott. Alberto Armani offre una prospettiva interessante sull’importanza della formazione specializzata. Ecco le sue considerazioni: “Durante la mia estesa carriera nel settore dell’anti financial crime, ho sempre dato priorità alla formazione come un pilastro fondamentale per la crescita professionale e la competenza del mio team. Un programma di formazione efficace deve essere di lunga durata, specialistico e pratico, mirato a garantire un apprendimento di qualità e progressivo.

È essenziale che tale formazione, certificata anche da riconoscimenti prestigiosi come l’AMLACERT e il CAMS, non si limiti al semplice trasferimento di conoscenze teoriche, ma sia strutturata in modo da valutare l’effettivo apprendimento dei discenti. Questo approccio permette di identificare e colmare le lacune esistenti, promuovendo un modello di miglioramento continuo dell’apprendimento”.

 

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