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La piaga delle società cartiere e l’azione di contrasto della Guardia di Finanza

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La piaga delle società cartiere e l’azione di contrasto della Guardia di Finanza

A cura di Sergio Silvestri

È sempre più diffuso in Italia il fenomeno delle società cartiere, che emettono fatture (“carte”) per operazioni inesistenti. Cresce in parallelo anche l’azione di contrasto delle forze dell’ordine: sono recenti due operazioni della Guardia di finanza. In una, chiamata “Fast & Clean”, per la velocità con cui venivano compiuti gli illeciti e ripulito il denaro, i militari del Comando provinciale di Ancona hanno portato alla luce una rete di imprese che ha emesso fatture false da gennaio 2022 a febbraio 2023, per 150 milioni di euro. Queste fatture sono state utilizzate da oltre 600 imprese sul territorio italiano, tra cui alcune del settore costruzioni, concessionarie di crediti di imposta derivanti dai bonus edilizi. L’evasione di Iva è stata pari a 33 milioni di euro, un potenziale risparmio illecito sulle imposte dirette superiore a 28 milioni di euro con riciclaggio verso la Cina dei proventi illeciti. Nel corso delle indagini – scrive un comunicato della Guardia di finanza – una donna cinese è finita ai domiciliari e sono state denunciate 18 persone (tre italiane e 15 cinesi) per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, infedele e omessa dichiarazione, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. È stato effettuato un sequestro preventivo per 33 milioni di euro di conti correnti bancari, autovetture di pregio, uno stabilimento tessile, denaro contante, orologi, gioielli, e nove immobili del valore complessivo di oltre un milione di euro. Sono state sottoposte a sequestro preventivo anche 15 imprese, di cui è stata disposta la cancellazione per evitare la prosecuzione dell’attività illecita.

Nella seconda operazione, condotta dai militari della Guardia di finanza del Comando provinciale di Reggio Emilia e dalla Polizia di Stato, è stato eseguito un sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale reggiano, per un controvalore di 11 milioni 500 mila euro nei confronti di 87 società utilizzatrici, con sede fuori dal territorio reggiano, e dei loro rappresentanti legali. Le perquisizioni, finalizzate alla ricerca di denaro contante, sono state eseguite dai militari delle Fiamme gialle e dai poliziotti con l’ausilio di unità cinofile cash-dog della Guardia di finanza.

 L’indagine “Consequence” è il naturale sviluppo di una tranche dell’operazione “Billions” che già aveva smantellato a metà del 2020 un sodalizio criminale dedito alla commissione di reati fiscali (grazie al coinvolgimento di 28 società cartiere), riciclaggio e bancarotta fraudolenta per un giro illecito di oltre 240 milioni di euro. Per quella indagine sono state condannate in primo grado 61 persone.

Il sodalizio, operante nel reggiano ma con proiezione nazionale – spiegano gli investigatori – era specializzato nel mettere a disposizione, in modo professionale e massivo, a favore di aziende operanti in molte regioni italiane servizi finanziari illegali – in particolare attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti – e “nell’assicurare le attività connesse e collaterali di monetizzazione del denaro sottratto al controllo del fisco, ovvero di movimentazione del medesimo denaro in modo da dare parvenza, quantomeno dal punto di vista del pagamento, della effettività dei rapporti e di permettere al beneficiario delle fatture false di garantirsi il profitto illecito caratterizzato dal risparmio d’imposta”.

Fonte: https://www.gdf.gov.it/it

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