Certificazioni AMLACERT & CAMS: lo standard massimo per la compliance FATF e la tutela del CDA – IV^ PARTE
August 4, 2025 2025-08-08 17:31Certificazioni AMLACERT & CAMS: lo standard massimo per la compliance FATF e la tutela del CDA – IV^ PARTE
Certificazioni AMLACERT & CAMS: lo standard massimo per la compliance FATF e la tutela del CDA – IV^ PARTE
IV^ PARTE – Certificazioni AML e responsabilità 231
di Cristina Rabazzi – Avvocato Cassazionista
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Concludiamo la nostra serie di approfondimenti con il contributo dell’Avv. Cristina Rabazzi, dedicato al legame tra certificazioni AML e responsabilità degli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Dopo aver esplorato, con la Dott.ssa Alfonsina Leo, la formazione continua nelle Raccomandazioni FATF e, con il Magg. Lorenzo Savastano, i rischi emergenti legati alle cripto‑attività, questo ultimo intervento affronta un tema cruciale: come le certificazioni possano incidere sull’efficacia dei modelli 231 e sulla tutela legale dei Consigli di Amministrazione.
Sergio Silvestri
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Le Certificazioni AML e la Responsabilità degli Enti secondo il D.Lgs. 231/2001
Il D.Lgs. 231/2001 ha rappresentato una svolta epocale per l’ordinamento italiano, introducendo la responsabilità amministrativa degli enti per alcuni reati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio da persone in posizione apicale o da sottoposti. Tra questi, particolare allarme e attenzione meritano i reati di riciclaggio, auto-riciclaggio e finanziamento del terrorismo (artt. 648-bis, 648-ter, 648-ter.1 c.p., art. 25-octies D.Lgs. 231/2001), in quanto strettamente legati al contesto economico-finanziario globale e agli obblighi di adeguata verifica della clientela imposti alle organizzazioni.
Modelli organizzativi e l’esonero della responsabilità
L’ente può evitare la responsabilità soltanto se dimostra di aver adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire i reati della specie verificatasi (art. 6 D.Lgs. 231/2001; Linee guida ABI sulla responsabilità 231 e antiriciclaggio, ABI). In quest’ottica, la prevenzione del rischio riciclaggio costituisce un elemento strutturale nella progettazione dei modelli preventivi sia per soggetti obbligati (banche, intermediari finanziari, assicurazioni, società quotate), sia per una pluralità di altri operatori economici, riflettendo la progressiva armonizzazione normativa tra standard italiani ed europei.
Il ruolo delle certificazioni AML nella compliance aziendale
Negli ultimi anni, le certificazioni professionali in ambito AML, come CAMS (Certified Anti-Money Laundering Specialist), AMLACERT (Anti-Money Laundering Advanced Certification) e analoghe attestazioni riconosciute a livello internazionale, sono diventate uno degli strumenti più rilevanti e riconosciuti per comprovare la preparazione tecnico-giuridica degli operatori, non solo nel settore bancario ma anche in tutti quelli tenuti a presidiare il rischio di riciclaggio e l’adeguata verifica della clientela. Tali certificazioni attestano una conoscenza avanzata delle normative, delle procedure operative e delle migliori pratiche internazionali e rappresentano, al contempo, un grande vantaggio competitivo per le organizzazioni (L’importanza delle Certificazioni AMLACERT® e CAMS di ACAMS nella Governance Corporativa, School of Banking, 2024).
Best practice regolatorie e sistema delle raccomandazioni internazionali
Le linee guida ABI e i principali regolatori del settore (Banca d’Italia – Eurosistema, Consob – Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) ribadiscono che la formazione specifica — preferibilmente attestata da certificazioni — è “misura concreta e documentabile” richiesta agli enti per dimostrare la propria diligenza organizzativa (Linee guida ABI in materia di responsabilità 231 e antiriciclaggio, ABI; Disposizioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni per la prevenzione del riciclaggio, Banca d’Italia). Tale focus si è consolidato nel quadro delle Raccomandazioni FATF-GAFI (Financial Action Task Force (FATF) – Groupe d’Action Financière), che rappresentano lo standard internazionale in tema di prevenzione del riciclaggio, finanziamento del terrorismo e proliferazione delle armi di distruzione di massa (Raccomandazioni GAFI, Dipartimento del Tesoro 2012). Il GAFI, infatti, nella propria opera di indirizzo per i Paesi membri, sottolinea la necessità di “formazione continua, qualificata e verificabile” per tutto il personale coinvolto nell’attività di prevenzione dei fenomeni criminali finanziari, evidenziando come la professionalità certificata costituisca elemento qualificante non solo rispetto ai controlli interni ma anche in termini di compliance alle direttive europee (Pubblicato l’aggiornamento delle 40 Raccomandazioni FATF/GAFI, School of Banking, 2023).
Anche la Dott.ssa Leo, in un’analisi sulle Raccomandazioni GAFI, rimarca come la presenza di personale qualificato abbia un impatto diretto sulla capacità di un’organizzazione di gestire e mitigare efficacemente i rischi derivanti da attività illecite transfrontaliere (L’approccio del GAFI alla formazione continua, A. Leo).
Valore sostanziale e probatorio delle certificazioni
Le certificazioni AML hanno un duplice rilievo:
- Sul piano sostanziale, esse qualificano e attestano la preparazione degli operatori responsabili della gestione delle procedure AML (customer due diligence, segnalazione operazioni sospette, gestione dei flussi finanziari, formazione interna permanente: Disposizioni Banca d’Italia; Linee guida OIC 2022). L’apporto di un responsabile AML certificato ha ricadute pratiche in tutte le fasi del ciclo di gestione del rischio, incrementando l’efficacia delle strategie di controllo e dei protocolli interni (L’importanza delle Certificazioni AMLACERT e CAMS, School of Banking 2024).
- Sul piano probatorio, le certificazioni rappresentano un “fattore di prova documentale” rispetto alla diligenza organizzativa sia in sede di ispezione che di verifica giudiziaria, agendo da potenziale “elemento scriminante” della responsabilità ove integrate in un modello realmente applicato e aggiornato (I modelli 231 e le certificazioni di compliance, F. Corapi, Diritto Penale Contemporaneo 2022).
Certificazioni AMLACERT & CAMS: lo standard massimo per la compliance FATF e la tutela del CDA – IV^ PARTE
Gli enti finanziari e le società più esposte a rischi reputazionali adottano con crescente frequenza standard di certificazione come ISO 37001/2016 per l’anticorruzione e UNI ISO 19601 per la compliance penale, spesso integrati con sistemi AML, così da fornire un quadro unitario dei presidi e consolidare nel tempo il “track record” delle attività formative e gestionali (ISO 37001 e compliance antiriciclaggio nella governance aziendale, Quaderni Giuridici Consob 2023).
Ruolo delle autorità di vigilanza e la centralità della formazione
Le autorità di vigilanza italiane, in particolare la Banca d’Italia – Eurosistema e la Consob – Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, attribuiscono valore specifico e sostanziale alla “formazione qualificata e documentata degli operatori di prima linea e dei responsabili antiriciclaggio”, prescrivendo che essa sia integrata organicamente nel modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001, secondo i principi di proporzionalità, adeguatezza, effettività e aggiornamento continuo (Nota di sintesi Consob/Banca d’Italia del 29 ottobre 2024).
Banca d’Italia, in diverse sue disposizioni, sottolinea la necessità di percorsi di formazione costanti, integrati da aggiornamento rispetto ai nuovi rischi periodicamente individuati a livello nazionale e internazionale (La Banca d’Italia. Funzioni e obiettivi; Funzioni di supervisione Banca d’Italia 2022). Consob, dal canto suo, presidia la qualità delle informazioni e la trasparenza dei processi, vigilando sull’organizzazione interna delle società quotate anche per quanto riguarda gli adempimenti AML.
Giurisprudenza e dottrina: il rilievo delle certificazioni nelle sentenze di merito e legittimità
Sul piano giurisprudenziale, la sentenza Cass. Pen., Sez. V, 25/6/2022, n. 23401, ha chiarito che l’adozione di modelli organizzativi formalmente idonei non basta di per sé: è necessaria una costante verifica e aggiornamento del modello, nonché la dimostrazione dell’effettiva applicazione operativa, compresa la formazione periodica e specifica degli addetti (“Update | D. Lgs. 231/2001: la Cassazione chiarisce nuovamente i criteri per affermare la responsabilità degli enti”, RPLT, maggio 2024; la sentenza della Cassazione sul caso Impregilo, Sistema Penale 2025). Secondo la Suprema Corte, la valutazione verte non tanto sulla violazione formale di un adempimento, quanto sulla “coerenza tra modello teorico e prassi aziendale”, tenendo conto delle caratteristiche concrete dell’ente, della dimensione, della tipologia di attività e dell’evoluzione del rischio nel tempo (Cass. Pen. n.23401/2022).
La Corte precisa che la responsabilità dell’ente può essere esclusa solo in caso di elusione fraudolenta dei presidi, ovvero quando il reato venga commesso “aggirando” in modo ingannevole le procedure e i controlli messi in atto (Analisi critica delle prassi organizzative in tema di antiriciclaggio, L. Garofoli, Il Sole 24 Ore, ottobre 2023). La certificazione AML, quindi, è considerata elemento valorizzabile ma non sufficiente: occorre dimostrare la reale efficacia del sistema tramite evidenze concrete di formazione, aggiornamento, monitoraggio e audit periodico (F. Corapi, Diritto Penale Contemporaneo).
I sistemi di gestione per la qualità (UNI ISO 9001), l’anticorruzione (ISO 37001) e la compliance penale stanno per essere progressivamente integrati, costituendo una compliance multilivello che valorizza le competenze certificate e conferisce solidità probatoria alla difesa dell’ente (La Due Diligence ANTICORRUZIONE a supporto della ISO 37001, Cheopeonline, 2019; La ISO 37001:2025 e il D.Lgs. 231/2001, Filodiritto 2021; gli obblighi antiriciclaggio, ATRIGNA-IELO 2018).
Presidi organizzativi, formazione dinamica e cultura del rischio
Nel contesto attuale, il valore probatorio della certificazione AML cresce se inserito in un sistema di presidi organici e “vivi”: programmi di formazione continua, audit periodici, aggiornamento dei protocolli e segnalazione tempestiva delle anomalie (L’importanza delle Certificazioni AMLACERT® e CAMS di ACAMS, School of Banking; Quaderni Giuridici Consob, 2023). La ISO 37001:2025, ad esempio, introduce elementi innovativi relativi alla cultura d’impresa e alla valutazione dei rischi ambientali connessi alla corruzione e al riciclaggio, favorendo la multidisciplinarità nel team di compliance e il coinvolgimento di professioni diverse (La ISO 37001:2025 e il D.Lgs. 231/2001, Filodiritto 2021).
La prassi più avanzata suggerisce di integrare certificazioni AML con altre qualificazioni specialistiche (cybersecurity, audit interno, risk management) per una copertura trasversale dei rischi (si veda, al riguardo, il contributo di Lorenzo Savastano su questa pubblicazione). Vengono inoltre esaltate le sinergie tra organismi di vigilanza interna (Organismo di Vigilanza, OdV), responsabili compliance e risk manager certificati, così da moltiplicare i presidi, sostenere la predisposizione di “un modello virtuoso” e garantire una governance resiliente (Certificazione del modello 231: ennesimo bollino o opportunità, RiskCompliance, 2023).
Criticità, limiti e prospettive evolutive
Le certificazioni AML, per quanto centrali nel sistema di compliance, non assumono mai “valore esimente automatico”: la responsabilità amministrativa, secondo la consolidata giurisprudenza, non viene esclusa dalla mera presenza di “bollini” o titoli, ma poggia sull’effettiva idoneità, concretezza, tempestività ed efficacia pratica del modello organizzativo. Un modello “inattivo”, una formazione statica o meramente formale, procedure obsolete o audit non documentati possono incidere negativamente nella valutazione del giudice e portare a sanzioni anche severe (Cass. Pen., Sez. V, 25/6/2022, n. 23401).
Per garantire reale efficacia, è imprescindibile adottare programmi di formazione continua supportati da certificazioni periodiche, rinnovate e aggiornate e documentare costantemente attività, aggiornamenti e iniziative di audit (GAFI, Raccomandazioni 2012; Raccomandazioni del FATF/GAFI, School of Banking 2023).
Conclusione
In conclusione, le certificazioni AML – CAMS, AMLACERT® e simili – rappresentano oggi un pilastro imprescindibile nell’attuale sistema di prevenzione del riciclaggio e di compliance aziendale. Non si tratta più di attestati “opzionali”, ma di strumenti strategici che rafforzano i sistemi interni, forniscono valore probatorio e contribuiscono in modo sostanziale alla mitigazione del rischio di responsabilità amministrativa e di sanzioni. Tuttavia, la sola certificazione non costituisce una garanzia di esonero: produce effetti reali solo se inserita entro un modello organizzativo dinamico, effettivamente attuato, aggiornato e monitorato.
Le certificazioni internazionali, quando integrate correttamente nei modelli 231, rappresentano quindi uno strumento capace di rafforzare l’efficacia dei presìdi e di fornire un forte argomento difensivo in caso di contestazioni. Non possono però essere considerate “sufficienti” in senso assoluto: devono essere parte di un sistema coerente con i rischi specifici dell’organizzazione e costantemente aggiornato.
Solo un modello vivo e realmente implementato, sostenuto da percorsi formativi certificati di alto livello, consente oggi di trasformare un obbligo normativo in un vero vantaggio competitivo e in una solida tutela per i vertici aziendali, riducendo sensibilmente il rischio di sanzioni e rafforzando la reputazione complessiva dell’impresa.
In quest’ottica, l’International Executive Master AML/CFT Diploma – Including AMLACert and CAMS – che include i percorsi per le certificazioni AMLACERT® e CAMS di ACAMS – rappresenta uno degli strumenti più avanzati per formare figure in grado di integrare i modelli 231 con competenze aggiornate e riconosciute a livello globale.
Con questo articolo si conclude la serie dedicata all’analisi dell’importanza delle certificazioni AML. Il prossimo appuntamento sarà a settembre, con la pubblicazione dell’edizione aggiornata del nostro e-book.