Certificazioni AMLACERT & CAMS: lo standard massimo per la compliance FATF e la tutela del CDA – II^ PARTE
July 28, 2025 2025-07-28 10:21Certificazioni AMLACERT & CAMS: lo standard massimo per la compliance FATF e la tutela del CDA – II^ PARTE
Certificazioni AMLACERT & CAMS: lo standard massimo per la compliance FATF e la tutela del CDA – II^ PARTE
II^ PARTE – L’approccio del FATF/GAFI alla formazione continua
di Alfonsina Leo – Dirigente MEF – Capo Delegazione Italiana FATF/GAFI
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Questo contributo prosegue la serie di approfondimenti che stiamo dedicando alle certificazioni AMLACERT® e CAMS di ACAMS e al loro ruolo strategico nella compliance AML/CFT. Dopo l’articolo introduttivo pubblicato la scorsa settimana, questo secondo intervento offre una prospettiva istituzionale: la Dott.ssa Alfonsina Leo, Dirigente MEF e Capo della delegazione italiana presso il Financial Action Task Force (FATF)/GAFI, illustra l’importanza della formazione continua negli standard internazionali e il legame con l’efficacia dei presìdi antiriciclaggio.
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Le raccomandazioni FATF/GAFI e la centralità della formazione
Le raccomandazioni del Financial Action Task Force (FATF)/GAFI (Gruppo d’Azione Finanziaria) rappresentano lo standard internazionale per la prevenzione del riciclaggio di denaro, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa. Esse costituiscono un punto di riferimento imprescindibile per i soggetti obbligati – istituti finanziari, professionisti e operatori non finanziari – nell’adempimento corretto degli obblighi antiriciclaggio: dall’autovalutazione dei rischi, all’adeguata verifica della clientela, fino all’obbligo di astensione e alla segnalazione delle operazioni sospette.
Per questo motivo, tra i principi fondamentali delineati dal Financial Action Task Force (FATF)/GAFI, un rilievo particolare è attribuito alla formazione continua del personale e all’adozione di adeguati sistemi di controllo interno, strumenti essenziali per garantire l’efficacia dei presìdi antiriciclaggio.
Raccomandazione 18: la formazione come pilastro operativo
La formazione continua, richiamata esplicitamente nella Raccomandazione 18 [1], è considerata un elemento chiave per assicurare che tutti i soggetti obbligati – inclusi dipendenti, dirigenti e collaboratori – siano in grado di riconoscere tempestivamente operazioni sospette e adottare le corrette misure di mitigazione del rischio.
Il Financial Action Task Force (FATF)/GAFI sottolinea come la mancanza di una preparazione adeguata esponga le organizzazioni a gravi vulnerabilità, rendendole inconsapevoli strumenti di attività illecite. Per questo è essenziale che i programmi di formazione siano periodici, mirati, aggiornati rispetto all’evoluzione delle tecniche di riciclaggio[2] e delle normative nazionali e internazionali e orientati a fornire strumenti pratici per individuare e segnalare operazioni sospette.
La formazione del personale è dunque un elemento chiave di un Programma AML/CFT efficace. Solo attraverso un costante aggiornamento il responsabile Antiriciclaggio può svolgere con efficacia le proprie funzioni, contribuendo a proteggere l’integrità del sistema finanziario e a prevenire l’utilizzo illecito dei canali economici e proprie responsabilità.
Il passaggio dal rule-based approach al risk-based approach
Parallelamente, il sistema di controlli interni e le procedure aziendali devono essere coerenti con i profili di rischio e proporzionati alla natura, dimensione e complessità dell’attività svolta. Secondo la Raccomandazione 1 del Financial Action Task Force (FATF)/GAFI, infatti, i soggetti obbligati devono adottare un approccio basato sul rischio (“risk-based approach”), che comporta la valutazione e la gestione proattiva dei rischi di riciclaggio, attraverso la definizione di politiche, procedure e misure di controllo efficaci[3].
I rapporti di valutazione dei sistemi nazionali di prevenzione e contrasto del riciclaggio adottati dal FATF/GAFI rivelano come la transizione da un approccio rule based ad un approccio basato sul rischio sia un compito sfidante. I soggetti obbligati necessitano di una solida comprensione dei rischi, di una solida base giuridica (che disciplina mandati e poteri), di un assetto organizzativo nonché di preparazione e risorse adeguate ad attuare con successo un solido approccio di vigilanza basato sul rischio.
Il Financial Action Task Force (FATF), nei propri report, sottolinea spesso carenze proprio sul fronte della formazione nei paesi esaminati: il cambiamento culturale necessario per implementare un approccio basato sul rischio passa anche e soprattutto da programmi formativi strutturati e continui, oltre allo sviluppo e all’implementazione di un kit completo di strumenti di vigilanza.
Certificazioni internazionali come leva per rispondere agli standard FATF
Per quanto attiene la formazione, nella guidance sulla supervisione basata sui rischi il FATF, insieme a controlli interni e audit, include la “formazione continua del personale” come parte essenziale di un programma di compliance efficace, mettendo in evidenza come nell’ambito delle organizzazioni è necessaria una formazione adeguata per supportare un efficace quadro di vigilanza basato sul rischio AML/CFT. La formazione è richiesta a tutti i livelli, dai dipendenti, ai manager e ai membri del consiglio di amministrazione.
Nella guidance[4] sulla supervisione basata sui rischi[5], il Financial Action Task Force (FATF) include la formazione continua del personale come parte essenziale di un programma di compliance efficace, mettendo in evidenza come nell’ambito delle organizzazioni è necessaria una formazione adeguata per supportare un efficace quadro di vigilanza basato sul rischio AML/CFT, accanto a controlli interni e audit. Questa formazione è richiesta a tutti i livelli: dipendenti operativi, manager e membri del consiglio di amministrazione.
Il Financial Action Task Force (FATF) riconosce che la capacità degli operatori di identificare, valutare e gestire i rischi di riciclaggio dipende in modo significativo dalla qualità della formazione ricevuta. In questa cornice, percorsi formativi riconosciuti a livello internazionale, come le certificazioni AMLACERT® e CAMS (Certified Anti-Money Laundering Specialist), rappresentano strumenti particolarmente efficaci per soddisfare gli standard FATF: dotarsi di competenze certificate rafforza infatti sia la capacità di rilevare e gestire i rischi sia la credibilità complessiva del sistema di compliance interno.
Essere in possesso di una certificazione come CAMS di ACAMS o AMLACERT diventa dunque una garanzia di qualità per le istituzioni finanziarie e per gli organismi di vigilanza, dimostrando che il professionista ha seguito un percorso formativo coerente con gli standard internazionali del Financial Action Task Force (FATF) ed è in grado di affrontare in modo proattivo le minacce di riciclaggio.
Pertanto, AMLACERT® e CAMS di ACAMS non solo rispondono puntualmente alle raccomandazioni del Financial Action Task Force (FATF) in materia di formazione continua, ma rappresentano anche uno strumento strategico di compliance e reputazionale, che rafforza la cultura della prevenzione all’interno delle organizzazioni, riducendo il rischio di sanzioni e contribuendo alla costruzione di un sistema antiriciclaggio più solido ed efficace.
In conclusione, questo contributo mostra come gli standard Financial Action Task Force (FATF) e le certificazioni AMLACERT® e CAMS di ACAMS siano perfettamente allineati: entrambe mirano a creare figure professionali capaci di affrontare i rischi più complessi e innovativi.
Per le organizzazioni, integrare figure certificate attraverso percorsi come l’International Executive Master AML/CFT Diploma – Including AMLACert and CAMS – che consente di conseguire entrambe le certificazioni – significa dotarsi del massimo livello di competenze disponibili e garantire al proprio Consiglio di Amministrazione un presidio allineato alle migliori pratiche globali rafforzando la propria protezione legale e reputazionale.
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[1] Raccomandazione 18 – Cfr. //www.fatf-gafi.org/content/dam/fatf-gafi/recommendations/FATF%20Recommendations%202012.pdf.coredownload.inline.pdf
[2] La Raccomandazione 15 richiama l’attenzione sull’importanza di adeguare continuamente i presidi interni anche in funzione delle nuove tecnologie, dei servizi digitali e delle potenziali minacce emergenti, come il riciclaggio tramite cripto-attività.
[3] La Raccomandazione 17, inoltre, prevede che i soggetti obbligati si dotino di meccanismi di monitoraggio costante delle operazioni e della clientela, al fine di identificare tempestivamente eventuali anomalie o comportamenti sospetti.
[4] Al fine di supportare le giurisdizioni il FATF/GAFI elabora guidance.
[5] Cfr FATF guidance Risk Based Supervision March 2021 Guidance-Risk-Based-Supervision.pdf.coredownload.inline.pdf
[5] Cfr risk-based approach guidance for legal professionals;
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